Calamarata zucchine e melanzane: la ricetta estiva che conquista tutti

Con la calamarata zucchine e melanzane ho conquistato tutti, è il piatto dell’estate,

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Redatto da Lucia

16 Ottobre 2025

L’estate non è solo una stagione, è uno stato d’animo. È il profumo del mare che si mescola a quello della terra scaldata dal sole, è il suono delle cicale che accompagna pranzi lenti e conviviali. E se vi dicessi che è possibile racchiudere tutta questa magia in un unico piatto? Oggi vi porto nella mia cucina per svelarvi un segreto, una ricetta che è diventata il mio cavallo di battaglia estivo, quella con cui ho letteralmente conquistato tutti, amici e famiglia: la calamarata con zucchine e melanzane.

Non storcete il naso pensando alla solita pasta con le verdure. Questa è una sinfonia di sapori e consistenze, un abbraccio cremoso dove la dolcezza delle verdure grigliate incontra la sapidità del calamaro, il tutto legato da un formato di pasta eccezionale, la calamarata, che con la sua forma ad anello sembra nata per questo connubio. È un piatto che sa di casa, di pranzi in terrazza e di felicità. Vi guiderò passo dopo passo, con la stessa cura con cui lo preparo per le persone a cui voglio bene. Allacciate i grembiuli, mettete la vostra musica preferita: stiamo per creare insieme non solo un primo piatto, ma un ricordo indimenticabile.

15 minuti

30 minuti

facile

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

Passaggio 1

Per prima cosa, pensiamo al sugo, il cuore pulsante del nostro piatto. Prendete una padella molto capiente, che in gergo chiamiamo saltapasta. Perché capiente? Perché alla fine dovrà accogliere la nostra pasta per un matrimonio d’amore perfetto. Versate l’olio extra vergine d’oliva e lasciatelo scaldare dolcemente a fuoco basso. Aggiungete l’aglio in polvere e, se vi piace un tocco di brio, un pizzico di peperoncino in scaglie. Fate insaporire l’olio per un minuto, senza far bruciare l’aglio, mi raccomando. Vogliamo il suo profumo, non il suo sapore amaro.

Passaggio 2

Ora è il momento del protagonista marino: gli anelli di calamari. Potete usarli ancora surgelati, non c’è problema. Alzate leggermente la fiamma e versateli nella padella. Sentirete che sfrigolio meraviglioso! Fateli cuocere per circa 2-3 minuti, mescolando spesso, giusto il tempo che cambino colore diventando bianchi e opachi. Questo passaggio è cruciale: una cottura veloce li manterrà tenerissimi. Se li cuocessimo troppo a lungo diventerebbero gommosi.

Passaggio 3

A questo punto, aggiungete i pomodorini pelati, schiacciandone qualcuno con il cucchiaio di legno per far uscire tutto il loro succo. Aggiustate di sale e pepe, mescolate bene, coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco dolce per circa 15 minuti. Il sugo dovrà sobbollire dolcemente, concentrando i suoi sapori. Questo tempo di cottura ammorbidirà ulteriormente i calamari, rendendoli succosi.

Passaggio 4

Mentre il sugo cuoce, occupiamoci delle nostre verdure. Scolate le zucchine e le melanzane grigliate dall’olio di conservazione. Potete tagliarle a pezzetti più piccoli se preferite, o lasciarle a listarelle. Trascorsi i 15 minuti di cottura del sugo, aggiungete le verdure nella padella. Mescolate delicatamente e lasciate insaporire il tutto per altri 5 minuti, senza coperchio. L’idea è che le verdure si impregnino del sapore del sugo, rilasciando il loro aroma affumicato.

Passaggio 5

È arrivato il momento della pasta! Portate a ebollizione abbondante acqua salata in una pentola alta. Usate il sale grosso, la regola d’oro è circa 10 grammi di sale per ogni litro d’acqua. Quando l’acqua bolle vigorosamente, buttate la calamarata e cuocetela seguendo i tempi indicati sulla confezione, ma con un piccolo trucco: scolatela un paio di minuti prima, molto al dente. Conservate un paio di mestoli della sua acqua di cottura, è un tesoro ricco di amido che ci servirà tra poco.

Passaggio 6

Versate la pasta direttamente nella padella con il sugo. Alzate la fiamma e iniziate la magia della mantecatura. Questo termine significa semplicemente saltare la pasta nel condimento, aggiungendo un po’ di acqua di cottura, per creare una salsa cremosa e avvolgente che legherà perfettamente tutti gli ingredienti. Aggiungete un mestolino d’acqua e saltate o mescolate energicamente. Vedrete che si formerà una deliziosa cremina. Continuate finché la pasta non sarà cotta al punto giusto e ben amalgamata al condimento. Spegnete il fuoco, un ultimo giro di pepe e il vostro capolavoro è pronto per essere servito.

Lucia

Il trucco dello chef

Un piccolo segreto per un sugo ancora più saporito? Dopo aver cotto i calamari, potete sfumarli con mezzo bicchiere di vino bianco secco prima di aggiungere i pomodori. Lasciate evaporare completamente l’alcol a fiamma viva: questo passaggio aggiungerà una nota acida e una complessità di sapore davvero eccezionale al piatto finale. Inoltre, non buttate via tutto l’olio delle verdure sott’olio: potete usarne un cucchiaio al posto di quello extra vergine per iniziare il soffritto. Sarà un’esplosione di gusto!

Accordi mets e vins

Questo piatto, ricco di sapori mediterranei, chiama a gran voce un vino bianco che sappia accompagnarlo con freschezza e personalità, senza sovrastarlo. La scelta ideale ricade su un vino del sud Italia, capace di evocare gli stessi profumi del piatto.

Vi consiglio un Vermentino di Sardegna: con le sue note agrumate, i sentori di macchia mediterranea e la sua spiccata sapidità, pulirà il palato dalla ricchezza del condimento, esaltando la delicatezza dei calamari. In alternativa, un Greco di Tufo dalla Campania è una scelta eccellente. La sua struttura, mineralità e i suoi profumi di frutta gialla matura si sposeranno magnificamente con la dolcezza delle verdure e la succosità dei pomodorini. Servite il vino ben fresco, intorno ai 10-12°C, per un’esperienza sensoriale completa.

La pasta calamarata è un formato di pasta tipico della tradizione napoletana, in particolare di Gragnano, la città della pasta per eccellenza. Il suo nome, come è facile intuire, deriva dalla sua somiglianza con gli anelli di calamaro. Questa affinità non è solo estetica: la sua forma cilindrica, larga e liscia, e la sua consistenza porosa la rendono perfetta per raccogliere sughi ricchi e densi, proprio come il nostro. Leggenda vuole che sia stata creata da un pastaio per ‘confondere’ i commensali, mescolando anelli di pasta e anelli di calamaro nello stesso piatto. Che sia vero o no, questa pasta rappresenta l’ingegno e la creatività della cucina partenopea, capace di trasformare un semplice impasto di semola e acqua in un’opera d’arte gastronomica.

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Lucia

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